Giornate di merda così ce ne sono poche in un’intera vita.
Oggi è stata una di queste. Esame di filosofia, e già qui potrei concludere il post.
Ma c’è un racconto intorno, c’è la mia vita signori, c’è che la notte prima dell’esame non hai chiuso occhio per la paura, che di quel cazzo di Derrida e il suo gatto non si capisce un tubo.
Ti alzi alle 6 del mattino e arrivi a Napoli, cioè non Insbruck o Helsinki, Napoli, il centro dell’inferno, dove i pullman puzzano di puzzo di sudore di pelle umana e tutto sa di grasso e appiccicoso.
Arrivi all’università che puzzi di smog, di fogne, di uomini sudati e di frittura di sfogliatelle.
E allora cominci il tour de force per imparare tutto quello che non hai imparato, chiedi a destra e a manca risposte alle tue colleghe, che sono enormemente più intelligenti e studiose di te.
Ma le risposte non le puoi chiedere seduta in un’aula come in tutte le Università del mondo.
Rettore dell’Università Orientale di Napoli, senta, io non le chiedo l’aula del 3 millennio, costruita dalla NASA, io le chiedo una semplice tenera aula da terzo mondo, con delle sedie e una cattedra di paglia.
No, glielo riferisco, perché a noi tocca la SCALA FREDDA E GELIDA, che dopo due ore il tuo culo diventa gelido, si cancrenizza e muore.
Ho perso il mio culo oggi, rettore.
Ma si resiste alla scala fredda e gelida, perché si è fatta la prenotazione on line ( oh oh oh), e male che vada ti toglierai subito il pensiero.
E invece no, non si segue la prenotazione on line, si segue quel cazzo di alfabeto, e, signor rettore, io sono figlia del dottor TORRE.
Non dott. ABACO, ACADIO,BIRUTI, CACACE… no, TORRE, un cognome… un destino… una punizione.
Arriva poi l’assistente grassona e frustata e ti annuncia che il prof arriverà alle 3.
Sono le 11 del mattino.
Inizia il deliro… alle 11.30 mangi un piatto di pasta, alle 12 ripeti, alle 12.30 bestemmi, alle 13 inciuci con le ragazze, alle 13.30 cominci a correre per i corridoi, alle 2 hai il calo di zuccheri, alle 2.30 le gambe si bloccano, alle 3 cominci a dare i calci nella borsa.
Dalle 11 fino alle 3 senti chiamare solo i ragazzi con il cognome C.
Quanti cognomi esistono con C?
Carillo
Cirillo
Corallo
Curillo
Ma mi pare di aver sentito anche Cungdgsdkasddarmenetgfdskdisfjsfhsggdgfs.
Alle 4 arriva il prof.
Ormai sai tutto, vuoi solo dare l’esame, vuoi cacciare fuori da bocca quel fottutissimo Derrida.
No. Il prof non ce la fa a interrogare tutti.
Rimandati a domani.
Io, rettore, cosa dovrei fare a questo punto, cosa?
Ucciderlo, strangolarlo, dargli un calcio nei coglioni, mettergli una bomba sotto la cattedra?
No, io schiava del sistema me ne torno a casa.
E sbaglio pullman. Come si fa a confondere 76 con 75? Il 5 e il 6 non si assomigliano.
Scendo fuori l’autostrada, e inizia a piovere.
Seduta per terra, aspettando che il Dott TORRE venga a recuperarmi.
Giuro ho pianto come una disperata .
E ho deciso : o l’alfabeto da oggi verrà modificato, facendolo iniziare con la lettera T, oppure cambio padre.
Papà Abaco dove sei?